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IL BOSCO VERTICALE

Un altro importante riconoscimento per il progetto firmato Boeri Studio da parte del Council on Tall Buildings and Urban Habitat che ha inserito il Bosco Verticale tra i 50 grattacieli più importanti degli ultimi 50 anni.

Il grattacielo ha una storia che risale a più di 120 anni fa, ma alla fine degli anni Sessanta è iniziata una nuova fase di innovazione e accelerazione. Il Council on Tall Buildings and Urban Habitat ente no profit fondato nel 1969, studia i rapidi cambiamenti in atto nel campo della progettazione e dell’ingegneria dei grattacieli.

Nel corso della sua storia, il CTBUH ha raccontato come sia cambiata la progettazione degli edifici alti, anche attraverso esempi di progetti che hanno cambiato l’architettura dei grattacieli e con riconoscimenti annuali agli edifici alti più belli e rappresentativi.

Nei giorni scorsi il CTBUH ha pubblicato l’elenco dei 50 grattacieli più iconici degli ultimi 50 anni.

Il Bosco Verticale progettato da Boeri Studio a Milano Porta Nuova e realizzato da COIMA, è l’unico progetto italiano ad essere inserito nel prestigioso elenco. Lo stesso Council on Tall Buildings and Urban Habitat, nel 2015 lo aveva già premiato come il più bel grattacielo del pianeta.

Le due torri di 110 e 76 metri ospitano in facciata circa 480 alberi di grandi dimensioni, 250 alberi di piccole dimensioni, 11.000 piante a terra e 5.000 arbusti (circa un ettaro di foresta), che migliorano la qualità dell’aria filtrando le polveri e limitando le emissioni di CO2, mitigando al tempo stesso l’effetto isola di calore urbano e riducendo l’inquinamento acustico. Si tratta di un importante esempio di forestazione urbana che è stato replicato in diverse città in tutto il mondo.

Stefano Boeri ha così commentato: “Questo riconoscimento è prima di tutto un premio alla sperimentazione in architettura, oltre che all’idea che la natura vivente possa diventare una componente essenziale della progettazione e le foreste un indispensabile principio della pianificazione urbana”.

Tra i grattacieli premiati vi sono progetti di recentissima realizzazione come edifici di circa 50 anni, ancore rappresentativi e simbolici.

Citiamo per esempio il 875 North Michigan Avenue (ex John Hancock Center) realizzato a Chicago nel 1969 in cui è stata utilizzata per la prima volta la struttura esterna a “traliccio” che è parte integrante del sistema portante.

E il recentissimo Salesforce Tower, del 2018, il grattacielo più alto di San Francisco, le cui facciate continue si innalzano oltre l’ultimo piano per formare una corona trasparente che sembra dissolversi nel cielo; di notte è illuminata da 11.000 luci a LED che proiettano fotografie della vita cittadina. Anche il Salesforce è stato premiato come il più bel grattacielo del mondo.

 

Fonte: infobuild.it
data: 11.10.2019

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