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Coronavirus, in 10 giorni

Realizzata un’impresa che sembrava impossibile: i lavori di costruzione dell’ospedale di Wuhan sono iniziati il 23 gennaio e dal 3 febbraio ha iniziato ad accogliere i primi pazienti. Completato anche il secondo ospedale, il Leishenshan che potrà accogliere fino a 1500 malati.

Realizzato in tempi record l’ospedale di Wuhan nella provincia di Hubei in Cina per rispondere all’emergenza Coronavirus che nel momento in cui scriviamo ha provocato 565 vittime e oltre 28.000 contagi. La costruzione, realizzata sul modello di quello costruito a Pechino nel 2003 per curare i pazienti affetti da Sars, è infatti iniziata lo scorso 23 gennaio e lunedì 3 febbraio sono stati ricoverati i primi pazienti.

L’ospedale Huoshenshan – “Montagna del dio fuoco”- che occupa una superficie di circa 25mila metri quadrati potrà accogliere fino a 1000 persone, le cure sono affidate a 1.400 medici militari cinesi. Per la sua costruzione sono stati impiegati circa 7.000 operai, tra carpentieri, idraulici, elettricisti che hanno lavorato 24 ore su 24. La struttura realizzata con elementi prefabbricati e sviluppata su due piani comprende reparti di isolamento e terapia intensiva, oltre gli alloggi per medici e personale.

Ieri è inoltre stato inaugurato un secondo nosocomio, il Leishenshan, in grado di accogliere fino a 1500 malati, i cui lavori di costruzione sono iniziati il 25 gennaio e hanno coinvolto oltre 2.000 lavoratori.

Per l’architetto Stefano Boeri, si legge sull’AGI – Agenzia Giornalistica Italia – l’ospedale di Wuhan deve essere considerato un miracolo cinese: “10 giorno sono tempi che richiedono una grandissima organizzazione in cantiere e che richiedono anche la capacità di saper coordinare simultaneamente operazioni edili, impiantistiche e logistiche molto diverse. Questa è stata la vera complessità. All’opera, in alcuni momenti, hanno lavorato insieme 7 mila persone divise su tre turni. Ma non è una cosa che stupisce. La Cina ha la capacità unica la mondo, in alcuni momenti, di far tesoro di una disponibilità individuale a far parte di uno sforzo collettivo enorme”.

fonte:infobuild.it
autore:redazione
data:07.02.2020

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