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Addio a Vittorio Gregotti

Se ne è andato a 92 anni il grande architetto e urbanista che con il suo Studio ha firmato oltre 1500 opere tra cui il quartiere Bicocca di Milano.

Stroncato a 92 anni da una polmonite conseguente al Coronavirus, ci lascia il grande maestro e urbanista Vittorio Gregotti, tra i più importanti architetti del nostro tempo, artefice di una visione moderna ma anche rigorosa. Tra i primi a sperimentare interessanti progetti di riqualificazione di aree industriale dismesse.

Insegnante appassionato in varie Università in tutto il mondo, oltre che progettista, con il suo studio Gregotti Associati International ha firmato più di 1500 opere, tra cui, a Milano, il quartiere Bicocca, sorto al posto degli stabilimenti Pirelli, il Teatro degli Arcimboldi e l’ampliamento della sede del Corriere. Suoi anche importanti insediamenti popolari, tra cui il quartiere Zen a Palermo, da molti criticato e giudicato fallimentare.

Ma sono tanti i progetti realizzati nel mondo, come il nuovo stadio di Barcellona e il quartiere residenziale nell’area di Pujiang, in Cina. Il suo ultimo lavoro è stata la ristrutturazione da ex fabbrica a teatro della Fonderia Leopolda a Follonica, in provincia di Grosseto.
Tra le molte attività ha scritto saggi e libri, ed  è stato direttore della storica rivista Casabella.

Tanti i ricordi commossi, da quello dell’ex sindaco di Milano ora Europarlamentare Giuliano Pisapia che lo definisce “Un uomo geniale, libero, visionario e concreto. Il suo sguardo, lungo e profondo, la sua capacità di ascolto e di dialogo, il suo impegno umano e sociale  mancheranno  a Milano e al mondo”.

Bruno Finzi Presidente Ordine Ingegneri Provincia di Milano sottolinea che Milano in parte è stata disegnata dal suo sguardo intelligente e illuminato: “La sua opera architettonica è stata sviluppata in un dialogo continuo con l’ingegneria. Proprio con il progetto “Bicocca” Gregotti è stato uno dei precursori della rigenerazione di aree industriali dismesse nella nostra città.

L’architetto Stefano Boeri, presidente della Triennale, ha ricordato il grande urbanista con un post su facebook: “Se ne va, in queste ore cupe, un Maestro dell’architettura internazionale; un saggista, critico, docente, editorialista, polemista, uomo delle istituzioni, che – restando sempre e prima di tutto un architetto – ha fatto la storia della nostra cultura. Concependo l’architettura come una prospettiva: sull’intero mondo e sull’intera vita. Che grande tristezza”.

Il Consiglio nazionale Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori in una nota ricorda l’importante ruolo svolto da Gregotti per la cultura del nostro paese: “Intere generazioni di architetti sono state formate dal suo pensiero: una scomparsa, quella di Vittorio Gregotti,  che lascia un vuoto che sarà difficile colmare”.

fonte:infobuil.it
autore:redazione
data:16.03.2020

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