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Accensione riscaldamento: I 3 consigli utili da seguire

Si accendono i riscaldamenti nella zona E d’Italia. Qui alcuni consigli utili di Federico Musazzi, segretario di Assotermica, l’associazione dei costruttori di apparecchi e componenti per apparecchi termici all’interno di Anima Confindustria:

Come ridurre i consumi e i costi in bolletta?

  • Cercare di evitare di superare i 20°C
  • Dormire a una temperatura più bassa: non è solo economico, ma salutare. Inoltre, con le tapparelle abbassate si può ridurre del 50% la dispersione di calore
  • Limitare a 5-10 minuti il ricambio dell’aria a finestre aperte
  • Pulire periodicamente caloriferi
  • Non coprire o ostruire i caloriferi
  • Stabilire gli orari di funzionamento della caldaia: oggi sono presenti sul mercato sistemi di termoregolazione e controllo che consentono di ottimizzare il funzionamento della caldaia in funzione delle abitudini della famiglia. 
  • Effettuare una corretta manutenzione periodica dell’impianto

A chi ci si deve rivolgere per la manutenzione dell’impianto di riscaldamento e quando e ogni quanto tempo? Cos’è il controllo fumi? E chi controlla?

Tutti gli impianti termici devono essere sottoposti a controlli periodici che hanno una duplice finalità:

  • garantire una maggiore sicurezza;
  • mantenere efficiente l’impianto per avere una bolletta meno cara.

Per quanto riguarda la sicurezza le tempistiche e le modalità sono definite dall’impresa installatrice o dal fabbricante della caldaia nel libretto d’uso e manutenzione. La periodicità è generalmente annuale. A fine lavoro, il manutentore ha l’obbligo di rilasciare un report della manutenzione e di compilare il libretto di impianto nelle parti pertinenti.

La periodicità della verifica è stabilita per legge con scadenze temporali che possono essere anche più dilatate nel tempo. Al termine delle operazioni di controllo il manutentore deve redigere e sottoscrivere il Rapporto di controllo di efficienza Energetica.

Quando è ora di sostituire la caldaia?

La vita media di una caldaia è generalmente superiore ai 10/12 anni, ma è bene considerare che anche grazie agli incentivi che oggi abbiamo in Italia il recupero dell’investimento è ben inferiore a questo periodo. Il suggerimento pertanto è di guardare da quanto tempo abbiamo in casa la caldaia, anche grazie all’aiuto di un professionista abilitato (installatore), se la sostituzione comporterebbe una sensibile riduzione dei consumi e conseguentemente della spesa in bolletta. Si sostituisce una caldaia quasi esclusivamente quando si rompe e non c’è quindi tempo per riflettere e fare un investimento più mirato. È bene invece sapere che negli edifici circa l’80% dei consumi è associato al riscaldamento e alla produzione di acqua calda sanitaria pertanto l’incidenza in bolletta è elevatissima.

Oggi i nuovi apparecchi presentano l’etichetta energetica che comunica all’utente finale il livello di efficienza dell’apparecchio di riscaldamento con una scala di classi dalla A alla G. Le caldaie in classe A sono quelle a condensazione di moderna generazione e sono quelle più efficienti. Esistono poi altri sistemi, ma è da considerare che la stragrande maggioranza delle abitazioni è riscaldata da apparecchi a gas.

Sarebbe molto utile e importante se una simile etichetta potesse essere possibile per gli apparecchi già installati così che i cittadini possano essere consapevoli se la caldaia è efficiente o meno.

di:Redazione Edilizia.com
data: 17/.10.2019

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